Federico Roncoroni "Un giorno, altrove. Quando un romanzo vale la vita"

30 Agosto 2014 - ore 18:15
Villa Gallia

“Un giorno, altrove” (Mondadori, 2013) è il primo romanzo di Federico Roncoroni, autore di testi sulla lingua italiana e su autori dell’Ottocento e del Novecento.
Filippo è un intellettuale che ha deciso di vivere in splendido ritiro, lontano da tutti. Dopo aver girato il mondo per insegnare ed essere scampato a un gravissimo linfoma, si è rifugiato per lavorare ai suoi libri in una casa sul lago. In questa solitudine, interrotta solo da qualche incontro galante, è convinto di aver raggiunto un accettabile equilibrio. Un giorno riceve una mail da parte di Isabella, la sua Isa, con cui non ha rapporti da sette anni: tanto è il tempo passato da quando lei lo ha lasciato in un letto di ospedale. Sconcerto, gioia e speranza sono i sentimenti che si accavallano, visto che Isabella continua a scrivergli, anche se non lo fa per parlare di sé ma, parrebbe, per avere risposte alle tante domande rimaste in sospeso. Nei cinque mesi che trascorre mandando mail al suo amore ritrovato e aspettando di poter leggere le sue risposte, Filippo ha finalmente l'occasione di raccontare a Isa ciò che ha vissuto senza di lei e di riavviare l'interrotto discorso amoroso. Isabella, invece, è reticente a parlare di sé. Evasiva al punto da risultare ambigua, si mostra animata da un'estrema suscettibilità riguardo alle allusioni di Filippo ai loro trascorsi erotici e da una forte curiosità per il modo dell'uomo di relazionarsi con se stesso. Filippo vive male le ambiguità della donna, ambiguità che il rapporto epistolare accentua, e che troveranno una spiegazione, se non una soluzione, solo a fine partita. 

Federico Roncoroni dialoga con Diego Minonzio e Gian Paolo Serino.

In collaborazione con Satisfiction, il portale di letteratura più letto in Italia, di cui il critico letterario Gian Paolo Serino è il direttore editoriale


torna a Programma