Cinema: "Donne in attesa"

14 Giugno 2018 - ore 22:00
Villa Olmo

Donne in attesa (Svezia, 1952, 107 minuti, b/n)
Regia: Ingmar Bergman
Con: Carl Ström, Gerd Andersson, Björn Bjelfvenstam, Maj Britt Nilsson e Jarl Kulle.

 

Una casa in riva a un lago. Le cognate Rakel, Karin, Annette e Marta stanno aspettando i reciproci mariti. Oltre a loro sono presenti anche Erik, figlio di Annette, e Mary giovane sorella di Marta. A un certo punto Annette comincia a parlare del proprio difficile rapporto con il coniuge e viene seguita dalle altre. Nessuna di loro ha trovato nel matrimonio la felicità. I due giovani ascoltano e a loro non resta che sperare, nonostante tutto, di saper costruire un futuro migliore.

 

 

Ingmar Bergman (Uppsala, 14 luglio 1918 – Fårö, 30 luglio 2007) è stato un regista, sceneggiatore, drammaturgo, scrittore e produttore cinematografico svedese.
A diciannove anni si iscrive all'Università di Stoccolma, dove allestisce i suoi primi spettacoli, e nel 1939 accetta il ruolo di assistente alla produzione al Teatro reale (l'Opera di Stoccolma). Un anno dopo, abbandona gli studi per concentrarsi sul lavoro e in seguito inizia a collaborare con il dipartimento copioni della Svensk Filmindustri, realizzando la sceneggiatura originale del film di Alf Sjöberg “Spasimo” (1944).
Nell'estate del 1945, Ingmar Bergman inizia le riprese del suo primo film, “Crisi” (1946), tratto da una pièce di Leck Fisher, e nel 1949 realizza “Prigione”, anticipazione di alcuni temi che saranno sviluppati nelle opere successive. Nel 1953, Harriet Andersson e Lars Ekborg sono i protagonisti di “Monica e il desiderio”, seguito da “Una vampata d'amore” (1953) e da “Sorrisi di una notte d'estate” (1955), vincitore a Cannes nel 1956. Nel 1957 Bergman dirige il film interpretato da Victor Sjöström “Il posto delle fragole”, premiato a Berlino con l'Orso d'oro. Poi, realizza “Il volto” (1958), premio speciale della giuria al Festival di Venezia, e “La fontana della vergine” (1960), Oscar per il miglior film straniero, seguiti da “Come in uno specchio” (1961), “Luci d'inverno” (1963) e “Il silenzio” (1963), con Ingrid Thulin.
Alla fine degli anni Sessanta, Bergman dirige “L'ora del lupo” (1968), “La vergogna” (1968) e “Passione” (1969), tutti interpretati da Liv Ullmann e Max von Sydow, e nel decennio successivo realizza film come “Sussurri e grida” (1972), “Scene da un matrimonio” (1973), “Il flauto magico” (1974), “L'immagine allo specchio” (1976) e “Sinfonia d'autunno” (1978). Dopo “Fanny e Alexander” (1982), prodotto per la televisione e poi distribuito nelle sale cinematografiche, Ingmar Bergman ha realizzato “Dopo la prova” (1984), “Il segno” (1986) e “Vanità e affanni” (1997). Nel 2003 gira “Sarabanda”, il seguito di “Scene da un matrimonio”, ultimo film del regista e il 20 gennaio 2005 riceve il Premio Federico Fellini per l'eccellenza della sua produzione artistica cinematografica.


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