Cinema: "A proposito di tutte queste signore"

22 Giugno 2018 - ore 22:00
Villa Olmo

A proposito di tutte queste signore (Svezia, 1964, 80 minuti, col.)
Regia: Ingmar Bergman
Con: Bibi Andersson, Harriet Andersson, Eva Dahlbeck, Allan Edwall, Jarl Kulle e Axel Düberg

 

Negli anni Venti, Cornelius, un critico musicale, si reca nella villa estiva di Felix, celeberrimo violoncellista, al fine di ultimarne la biografia. Sebbene incontrare l'oggetto del suo lavoro si riveli difficile quando non impossibile, l'eccessivo e borioso esegeta instaurerà rapporti di varia natura con il gineceo di cui pullula la splendida casa neoclassica: incontrerà la moglie e sei donne, tutte innamorate del maestro, continuando a sperare che Felix stesso voglia eseguire, in un imminente concerto, la sua composizione “Il canto del pesce”.

 

 

 

Ingmar Bergman (Uppsala, 14 luglio 1918 – Fårö, 30 luglio 2007) è stato un regista, sceneggiatore, drammaturgo, scrittore e produttore cinematografico svedese.
A diciannove anni si iscrive all'Università di Stoccolma, dove allestisce i suoi primi spettacoli, e nel 1939 accetta il ruolo di assistente alla produzione al Teatro reale (l'Opera di Stoccolma). Un anno dopo, abbandona gli studi per concentrarsi sul lavoro e in seguito inizia a collaborare con il dipartimento copioni della Svensk Filmindustri, realizzando la sceneggiatura originale del film di Alf Sjöberg “Spasimo” (1944).
Nell'estate del 1945, Ingmar Bergman inizia le riprese del suo primo film, “Crisi” (1946), tratto da una pièce di Leck Fisher, e nel 1949 realizza “Prigione”, anticipazione di alcuni temi che saranno sviluppati nelle opere successive. Nel 1953, Harriet Andersson e Lars Ekborg sono i protagonisti di “Monica e il desiderio”, seguito da “Una vampata d'amore” (1953) e da “Sorrisi di una notte d'estate” (1955), vincitore a Cannes nel 1956. Nel 1957 Bergman dirige il film interpretato da Victor Sjöström “Il posto delle fragole”, premiato a Berlino con l'Orso d'oro. Poi, realizza “Il volto” (1958), premio speciale della giuria al Festival di Venezia, e “La fontana della vergine” (1960), Oscar per il miglior film straniero, seguiti da “Come in uno specchio” (1961), “Luci d'inverno” (1963) e “Il silenzio” (1963), con Ingrid Thulin.
Alla fine degli anni Sessanta, Bergman dirige “L'ora del lupo” (1968), “La vergogna” (1968) e “Passione” (1969), tutti interpretati da Liv Ullmann e Max von Sydow, e nel decennio successivo realizza film come “Sussurri e grida” (1972), “Scene da un matrimonio” (1973), “Il flauto magico” (1974), “L'immagine allo specchio” (1976) e “Sinfonia d'autunno” (1978). Dopo “Fanny e Alexander” (1982), prodotto per la televisione e poi distribuito nelle sale cinematografiche, Ingmar Bergman ha realizzato “Dopo la prova” (1984), “Il segno” (1986) e “Vanità e affanni” (1997). Nel 2003 gira “Sarabanda”, il seguito di “Scene da un matrimonio”, ultimo film del regista e il 20 gennaio 2005 riceve il Premio Federico Fellini per l'eccellenza della sua produzione artistica cinematografica.


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