Ottavia Casagrande e Raimonda Lanza di Trabia "Raimondo di Trabia. Il grande Gatsby italiano"

05 Settembre 2014 - ore 19:30
Villa Gallia

Aggettivi come “stravagante” ed “eccentrico”, ed espressioni come “fuori dai canoni” e “sopra le righe” trasmettono solo in parte la vertigine, la passione, la furia con cui Raimondo Lanza Branciforte principe di Trabia ha preso a morsi i suoi trentanove anni (1915-1954): combatte in Spagna, è compromesso con i fascisti ma poi aiuta i partigiani, caccia la tigre, compra e vende calciatori dalla vasca da bagno della sua suite all’Hotel Gallia di Milano, si batte a duello, partecipa a corse automobilistiche, organizza feste da mille e una notte. È amico dello scià di Persia e di Tomasi di Lampedusa, di Aristotele Onassis e di Luchino Visconti, di Gianni Agnelli e di Robert Capa; ama Susanna Agnelli, Edda Ciano, Rita Hayworth e infine sposa Olga Villi.
A sessant’anni dalla sua tragica fine, sono la figlia Raimonda Lanza di Trabia e la nipote Ottavia Casagrande a scavare nel passato di quest’uomo fascinoso e scapestrato, raccontando l’esistenza da romanzo del rampollo di una delle casate nobili più antiche d'Europa nel libro "Mi toccherà ballare. L'ultimo principe di Trabia" (Feltrinelli, 2014). 
Da una vecchia valigia emergono appunti, documenti, lettere, fotografie, tutto materiale inedito che colma i vuoti, chiarisce i nessi, precisa i rapporti, illuminando di una luce nuova testimonianze e racconti di chi Raimondo lo ha conosciuto. Alla fine, la morte dell’ultimo principe di Trabia e la rovina finanziaria della sua famiglia risultano oscuramente legate al trionfo della mafia in Sicilia e al suo radicarsi nei palazzi del potere. Di Raimondo restano questa storia appassionata, il rimpianto per le fortune giocate, le ville e i palazzi perduti, le ricchezze disperse, il fulgore abbagliante di una vita bruciata. 

Ottavia Casagrande e Raimonda Lanza di Trabia dialogano con Anna Gastel, nipote del regista Luchino Visconti, e Gian Paolo Serino.

In collaborazione con Satisfiction, il portale di letteratura più letto in Italia, di cui il critico letterario Gian Paolo Serino è il direttore editoriale


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