Michele Amadò "La coratella"

03 Settembre 2014 - ore 17:00

Il romanzo di Michele Amadò “Nient’altro che 5 minuti” (Edizioni Opera Nuova, Lugano, 2014) è un concentrato di tremila anni di storia e di regioni terrestri e celesti.
Una salsa ridotta in cinque minuti che scorrono avanti e indietro. Il protagonista è un folle che è sempre fuori di sé, nei tempi e nei luoghi che sono gli ingredienti del ristretto. 
Il romanzo narra sei cene, dove musica e pittura si incorporano coi piatti cucinati da Babette (rapita da “il pranzo di Babette” di Karen Blixen). Come sostenere l’abbinamento di un piatto povero quale la coratella d’agnello (portata principale del primo capitolo), con un nobilissimo Château Pétrus, Duccio di Buoninsegna e Palestrina? 
La metafora del pranzo è la cornice dell’esposizione del trascorrere-non trascorrere del tempo, oggi come da sempre. Tempo scrutato nelle pieghe della scrittura, intesa come realtà in sé e non solo come strumento di comunicazione e segno. Il dramma dell’esistenza si incarna nei grafemi, nei colori, nei profumi, nel gusto che, impastati in un ipotetico dipinto sensoriale quanto filosofico, aprono soglie all’esprimersi di sussurri e grida incisi indelebilmente nei luoghi dell’abitare. 

Michele Amadò dialoga con Raffaella Castagnola.

In collaborazione con Piazzaparola Lugano.


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