Massimiliano Finazzer Flory “Perfomance Futurista dedicata a Filippo Tommaso Marinetti”

30 Agosto 2014 - ore 21:00
Villa Gallia

A settant’anni dalla morte di Filippo Tommaso Marinetti, padre del movimento futurista, Massimiliano Finazzer Flory rende omaggio al grande scrittore con una performance dedicata al Futurismo.
Un appuntamento per parlare d’Italia, per ascoltare Massimiliano Finazzer Flory che diventa “atleta del cuore” assumendo i toni dei Manifesti futuristi di Filippo Tommaso Marinetti. 
“Gran Serata Futurista” mette in scena la vita, il movimento, l’energia, l’abitudine all’energia, come chiedevano i Futuristi a un Paese che già allora, forse, aveva perso “l’amor del pericolo e la temerità”. 
Ma Finazzer Flory dà voce anche a Giovanni Papini, cent’anni dopo la pubblicazione, sulla nascente rivista Lacerba, dei suoi testi più polemici. 
Una performance intensa, incendiaria, che lavora sulla nostra identità, all’interno della quale voce e corpo si inseguono per cantare “le grandi folle agitate dal lavoro, dal piacere o dalla sommossa”. 
Perché essere Futuristi oggi significa ancora riconoscersi e rappresentarsi con parole e pensieri che nel 1913 si esprimevano a favore di un’adesione completa al Movimento: “lo son futurista perché Futurismo significa aspirazione a una civiltà più vasta, a un'attività più intensa, a un'arte più nostra, a una sensibilità più ricca, a un pensiero più eroico”. Portare in scena il Futurismo, mettendo in luce gli anni cha vanno dal 1909 al 1913, vuol dire tornare a discutere seriamente, senza pregiudizi e ipocrisie, su cosa intendeva Marinetti quando scriveva: “Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità”. 
Una performance, dunque, che Finazzer Flory schiera, nello stile di Filippo Tommaso Marinetti, contro i passatisti del nostro tempo per i quali come “per i moribondi, per gl'infermi, pei prigionieri… l'ammirabile passato è forse un balsamo ai loro mali, poiché per essi l'avvenire è sbarrato...”. 
Le musiche rendono omaggio a due compositori, uno moderno e uno contemporaneo, che si sono confrontati con i princìpi del Futurismo: Stravinsky e Sakamoto. I costumi riprendono gli abiti privilegiati da Marinetti (il frac), accentuando il formalismo dell’epoca in contrapposizione allo spirito anticonformista della serata.  


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