Luca Scarlini "I segreti del tempo: le avventure nella storia di Mika Waltari"

31 Agosto 2014 - ore 20:30
Villa Gallia

In occasione della ripubblicazione del libro “Gli amanti di Bisanzio” (Iperborea, 2014) di Mika Waltari, Luca Scarlini racconta, in un incontro-spettacolo, le avventure dello scrittore finlandese nei mondi dell’immaginazione storica, ripercorrendo le tappe di un’esistenza sempre in equilibrio tra la ricerca storica e i piaceri della fantasia.
“Gli amanti di Bisanzio” è un grande romanzo storico sugli ultimi giorni di Costantinopoli, in cui una storia d’amore si fa racconto e simbolo dell’eroica resistenza di una città, prima della caduta dell’Impero Romano d’Oriente. 
È il 1452 quando Johannes Angelos arriva a Costantinopoli. Letterato, mistico, avventuriero, la sua vita è stata un perenne errare, dal Palazzo dei Papi di Avignone al Concilio di Basilea, dalla ricca Firenze all’ultima crociata, fino a un posto d’onore alla corte di Maometto II. Ma rispondendo al richiamo del destino e delle sue segrete origini, rinuncia a tutto per andare a difendere Bisanzio dai turchi. È lui stesso a raccontare nel suo diario l’epocale assedio, l’impotenza di un popolo che assiste al crollo delle sue mura millenarie, l’agonia di un impero ormai snaturato dagli intrighi di potere tra greci e latini, la timorata lealtà di Costantino XI contro l’astuzia machiavellica del Sultano. Pronto ad affrontare la morte certa, l’ultima cosa che Angelos si aspetta è di trovare l’amore tra le braccia di Anna Notaras, l’intoccabile figlia del temuto megaduca. Un amore tempestoso come la battaglia che imperversa sui bastioni e impossibile come il futuro dell’ultima Roma. Scritto all’indomani della Seconda guerra mondiale, “Gli amanti di Bisanzio” è il monumentale affresco del tramonto di un’epoca. 

Mika Waltari (1908-1979) è il classico finlandese più tradotto e noto internazionalmente. Autore versatile e prolifico, deve la sua fama a bestseller storici come “Sinuhe l’egiziano”. Combinando avventura e scrupolo documentario, passione, ironia e un’analisi lucida e attuale dei grandi periodi di transizione, la sua opera è stata paragonata a quella di Marguerite Yourcenar. “Gli amanti di Bisanzio” (Iperborea, 2014), adesso proposto per la prima volta in versione integrale, è considerato tra i suoi capolavori. 


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