Cinema: "Lunga vita alla signora!"

02 Settembre 2014 - ore 22:00
Villa Gallia

"Lunga vita alla signora!" (Ita, 1987, 115’, col.)
Regia di Ermanno Olmi. Con Marco Esposito, Simona Brandalive e Stefania Busarello.

Ogni anno, una vecchia Signora - ricca e potente - ama riunire a cena in un antico castello tra le montagne un gruppo di persone importanti. Sono esponenti della politica, dell'industria e della finanza, invitati per onorarla, con un rituale lussuoso ed elitario. Per dare una mano nei piccoli servizi al personale, vengono ingaggiati sei giovanissimi, provenienti da una scuola di formazione professionale alberghiera. Tra di loro c’è Libenzio, un adolescente occhialuto e candido che ha alle spalle la vita semplicissima di una modesta famiglia dei dintorni (il padre è un venditore ambulante) e che, come gli altri, pensa di aver trovato una eccellente occasione di lavoro. La cena si svolge secondo il cerimoniale previsto e gradito alla vecchia autoritaria e Libenzio è frastornato dal fasto e dalla ricchezza. Poi quel mondo perde poco a poco il suo smalto e il suo fascino esteriore. Tra occhiate e bisbigli, piccoli incidenti, slittamenti di posto, succinte relazioni di dirigenti e dati statistici relativi ad affari, tra accenni a trattative, compromessi e forti pressioni, una realtà sempre sfuggente ma spietata turba il ragazzo. Ciò che gli appariva importante e meraviglioso gli si rivela inquinato e deludente, forse anche rischioso. A cena finita e mentre la dama si ritira, Libenzio fugge, all'alba, a respirare fuori l'aria pura.

Ermanno Olmi, giovanissimo, si iscrive all'Accademia di Arte Drammatica di Milano per seguire i corsi di recitazione. Nello stesso tempo, allo scopo di mantenersi, trova un lavoro presso la Edisonvolta che gli affida l'organizzazione delle attività ricreative, in particolare quelle relative al servizio cinematografico. In seguito viene incaricato di riprendere e documentare le produzioni industriali. Pur con quasi nessuna esperienza alle spalle dirige, tra il 1953 ed il 1961, decine di documentari, tra i quali "La diga sul ghiacciaio" (1953), "Tre fili fino a Milano" (1958), "Un metro è lungo cinque" (1961).
Nel frattempo debutta nel lungometraggio con "Il tempo si è fermato" (1959) a cui segue, due anni più tardi, "Il posto", che ottiene il premio OCIC e il premio della critica alla Mostra di Venezia. 
L'attenzione di Ermanno Olmi al quotidiano e alle cose minute della vita, viene ribadita nel film "I fidanzati" (1963), vicenda d'ambiente operaio venata d'intimismo. È poi la volta di "...E venne un uomo" (1965), biografia attenta e partecipe di Giovanni XXIII, "L'albero degli zoccoli" (1977), Palma d'oro al Festival di Cannes, "Lunga vita alla signora!" (1987), premiato a Venezia con il Leone d'argento; "La leggenda del santo bevitore" (1988), film che vince il Leone d'oro. 
Tra i suoi ultimi lavori ricordiamo "Il mestiere delle armi" (2001), "Cantando dietro i paraventi" (2003), "Tickets" (2005), "Giuseppe Verdi - Un ballo in maschera" (2006), fino al suo ultimo film "Centochiodi" (2007), che chiude definitivamente la sua carriera di regista cinematografico. Ermanno Olmi continuerà a restare dietro le cineprese per realizzare documentari, proprio come all'inizio della sua lunga e blasonata carriera. 


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