DE AGOSTINI GIOVANNI

Giovanni De Agostini jr. entra nell'azienda di famiglia nel 1963.
Dopo aver percorso i vari passaggi per apprendere il lavoro cartografico, continua il processo di semplificazione della produzione cartografica utilizzando l'incisione su plastica fotosensibilizzata e meccanizzando l'esecuzione delle compiture dei colori con maschere fotoincise. Nel 1965 abbandona la scrittura a mano dei toponomi per introdurre la fotocomposizione che poi è posizionata a stripping. L'arrivo dei moderni sistemi digitali porta all'abbandono di tutti i precedenti sistemi utilizzando i nuovi programmi dedicati alla cartografia.
Pubblica la carta geografica scala 1:1.000.000 della Patagonia Australe e della Terra del Fuoco rielaborando le carte del prozio  Alberto Maria De Agostini. Nel 2009 ha lavorato con le Missioni don Bosco per la realizzazione del film "Fin del Mundo" in ricordo dell'opera dello zio. È l'unica persona rimasta nella famiglia a continuare l'opera di diffusione della cartografia dopo la chiusura dell' ufficio cartografico dell'Istituto fondato dal nonno. Nel 2010 presso il Politecnico di Milano Bovisa ha realizzato una mostra in occasione dei 120 anni dei lavori cartografici dei De Agostini. Dal 2010 al 2016 ha partecipato a diverse mostre in Italia (Lecco, Santa Margherita Ligure, ecc.) e all'estero (Caracas, Santiago, Osaka, Tokyo, Jakarta, ecc.) per illustrare il lavoro svolto dalla famiglia nel campo cartografico, geografico e editoriale.  Ha rieditato anche opere del padre Federico e del nonno Giovanni sr. Nello stesso periodo collabora con la moglie per la pubblicazione di un'agenda geopittorica.
Nel 2016 è fondato l'Associazione Italgeo per far conoscere le opere della famiglia De Agostini e creare un museo per conservare in Italia tutto il materiale prodotto negli anni dalla famiglia.


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