Musica e parole: "L'anelito alla felicità" con Valerio Premuroso (pianoforte)

17 Giugno 2018 - ore 11:30
Villa Olmo

Valerio Premuroso, pianista riconosciuto a livello internazionale, ha raccolto una serie di brani che si ricollegano al tema della felicità, espressa nelle sue diverse sfaccettature. Passando da Chopin a Respighi interpreterà, attraverso il suono del pianoforte, “L’anelito alla felicità”.

NOTE AL PROGRAMMA
La poetica chopiniana fatalmente è intrisa di melanconica nostalgia e di sofferente introspezione: potrebbe apparire contraddittorio parlare di felicità, benché sia sempre presente quel sottile anelito alla Gioia, Die Freude di beethoveniana memoria: le rispettive parti centrali dei Notturni Opus 48 rivelano che la felicità è dunque lo stato dell’anima verso cui protendersi e la tensione che ne deriva è spinta al parossismo, sia pure confinata in un contesto di livido realismo e mestizia.
Nei brani di Respighi, la medesima tensione è canalizzata sul recupero di quella beatitudine, apparentemente ingenua, sublimata nelle melodie medievali: il carattere evocativo delle composizioni ci riporta le voci di cantori richiamati dal passato per raccontarci di prodigi ed eroiche gesta.
I Preludi di Abram Chasins hanno una fiera connotazione basata su stilemi e modelli propri della musica nordamericana; non di meno la forte personalità di Chasins si impone sempre con una cifra propria e riconoscibile, ricca di slanci e spunti melodici originali. Proprio queste pagine rappresentano l’aspetto di gioiosa spensieratezza all’interno del programma.
L’opera di Skrjabin consta di due periodi ben distinti: al primo appartiene il Poème Opus 32 n.1, in cui la felicità assume aspetti quasi sensuali, epidermicamente palpabili.  “Vers la Flamme. Poème”, oltre ad essere una tra le vette più luminose della tarda produzione skrjabiniana, infonde visioni metafisiche mirate al raggiungimento della “mistica unione” di timbri sonori, ombre, luci e colori infondendo il costante anelito all’estasi collettiva che avrebbe propiziato il rinnovamento spirituale dell’intera umanità.
La Polonaise Fantaisie Opus 61 di Chopin narra delle nostalgie dell’esule polacco, che non si appaga di rievocazioni ora struggenti, ora pittorescamente fastose, ma la sua ricerca della felicità, attraverso l’estrema volubilità delle situazioni sentimentali, trova consolazione nelle sporadiche schiarite avverso il costante confronto con la realtà.

 

In collaborazione con Como Classica e Picone Pianoforti.


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