Il cinema a Parolario

IL CINEMA A PAROLARIO

  

Giovedì 15 giugno, ore 22.30
"Giochi nell’acqua" (Gran Bretagna, 1988, 118 minuti)
Regia di Peter Greenaway con Joan Plowright, Bernard Hill, Jason Edward, Joely Richardson e Juliet Stevenson

Nel Suffolk, durante l'autunno tre donne di varia età (sessanta, quaranta, venti) che si chiamano tutte Cissy, uccidono, in un breve arco di tempo, i rispettivi mariti. Il coroner del paese, che vorrebbe portarsi a letto le tre, accetta di far passare i delitti come incidenti. Ma il quarto cadavere sarà il suo. Nel corso del film appaiono, evidenti in primo piano o nascosti sullo sfondo, i numeri dall'1 al 100, in ordine crescente, come se vi fosse in corso una sorta di conteggio, introdotto all'inizio del film da una bambina che, mentre salta la corda, conta e nomina le stelle, fermandosi a cento.

 

Venerdì 16 giugno, ore 22.00
"Spider" (Canada / Usa, 2002, 98 minuti)
Regia di David Cronenberg con Ralph Fiennes, Miranda Richardson, John Neville, Gabriel Byrne e Lynn Redgrave

Presentato a Cannes 2002. Tratto dal romanzo di Patrick Mc Grath. Si racconta di un uomo molto malato - il termine esatto è schizofrenia paranoica - che, ospitato in un'orrenda pensione insieme ad altri relitti, ricorda la sua vita. Il nodo di tutto il disastro sembra risalire al padre, che abbandonata la madre si era messo con una puttana, ignorando completamente il figlio. La chiave psichica iniziale, cioè infantile, provoca deliri perenni al poveretto. Davvero una sorta di horror interno, perfettamente nelle corde del regista. Magnificamente servito dal protagonista Fiennes e da Miranda Richardson, che dà corpo e volto a entrambe le donne della tragedia.

 

Domenica 18 giugno, ore 22.00
"Due dollari al chilo" (Italia, 2000, 15', col.) e "Meno 35" (Italia, 2017, 45', col.) di Paolo Lipari.

“Due dollari al chilo” è un viaggio inconsueto, un sopralluogo nei maceri delle pellicole in cui la creatività, l'arte e i sogni si misurano a chili e dove i film muoiono. Il racconto di un processo di distruzione in grado di eliminare 800 pellicole al giorno, 250.000 all'anno, il cui valore si riduce a "due dollari al chilo". Dunque, 40 dollari per un film, per due ore di cinema che magari i hanno cambiato la nostra vita. Il documentario indaga due realtà: la prima a Milano, presso Kodak, grande bacino collettore di pellicole di recente distribuzione, e la seconda presso Millesimo (Savona), dove esiste l'unica industria europea che si occupa della smaltimento delle pellicole in triacetato (dunque anche di materiali storici) che provengono da tutto il mondo. Questi luoghi sono raccontati dagli stessi operatori, dalle immagini degli operai e delle macchine che quotidianamente processano le pellicole con un sistema di lavorazione talvolta "antico" - i film sono tagliati sia con strumenti sofisticati che con un semplice colpo di accetta. Le interviste e le riprese si alternano ad inserti di film storici provenienti dall'archivio della Cineteca Italiana.

“Meno 35” è un documentario incentrato sul cambiamento silenzioso quanto epocale che in questi anni ha investito il cinema: il passaggio dalla proiezione in pellicola a quella digitale. Ad ognuna delle trentacinque tappe della video-inchiesta corrisponde l’incontro con uno scenario, una situazione in atto o una delle figure più direttamente coinvolte da questa trasformazione: dal produttore all’esercente, dal tecnico di laboratorio al direttore delle fotografia, dal critico cinematografico al magazziniere, dal proiezionista al cinetecario… Il racconto ci rivela come l’abbandono della pellicola 35 mm non abbia avuto solo una valenza tecnologica ma sia arrivato a sconvolgere vissuti, esperienze, relazioni. E, di fatto, l’anima stessa del cinema.

A seguire, "Il gabinetto del dottor Caligari" (Germania, 1920, 78', b/n)

Regia di Robert Wienec con Conrad Veidt, Werner Krauss, Friedrich Feher e Lil Dagover

Franzis racconta a un vecchio quanto gli è accaduto. Il Dottor Caligari aveva presentato in una fiera di paese un sonnambulo, Cesare, che aveva predetto ad Alan, amico di Franzis, la sua imminente morte. L'uomo era stato pugnalato così come il giorno prima era stato ucciso un funzionario del municipio che aveva trattato con supponenza Caligari. Cesare aveva anche cercato di rapire Jane, fidanzata di Franzis, la quale si era salvata in extremis. Caligari era fuggito ma Franzis si era messo sulle sue tracce e lo aveva riconosciuto nei panni di un direttore di manicomio. Qui la vicenda torna al presente.

 

Lunedì 19 giugno, ore 22.00
"Ratataplan" (Italia, 1979, 95', col.)
Regia di Maurizio Nichetti con Maurizio Nichetti, Angela Finocchiaro, Edi Angelillo, Lidia Biondi e Roland Topor

Neolaureato, l'ingegnere Colombo si presenta a un concorso dove, essendo l'unico che ha realizzato un test valido, non viene assunto. Allora si dà da fare come inserviente barista e attraversa l'intera città di Milano per portare un bicchiere d'acqua al moribondo presidente di una assemblea industriale. L'acqua, corrotta per cento avventure, diviene miracolosa e, di conseguenza, al bar accorrono impediti di ogni genere che guariscono. Altri rubano l'invenzione e ne sfruttano il successo. Colombo organizza una cooperativa teatrale - Quelli di Grock - con i tanti disoccupati della decrepita casa proletaria in cui abita. In un cascinale da "Albero degli zoccoli", il Magic Show della compagnia non soddisfa e tutti sono costretti a fuggire inseguiti dai villici rabbiosi. L'ingegnere, allora, comincia a pensare alla ragazza più bella del palazzo che, tuttavia, non lo prende in considerazione. Creato un Robot con le proprie sembianze, Colombo lo dirige in maniera da farlo ballare con "la Bella" alla moda di un irresistibile Travolta. Tutto fila bene sino a che un elemento del complicato sistema elettronico non si inceppa e il Robot si ubriaca volgarmente. Allora Colombo accetta l'invito della "Bruttina" e con lei si reca a fare allegre pazzie in un variopinto deposito di stracci.

 

Martedì 20 giugno, ore 22.00
"Qualcuno volò sul nido del cuculo" (Usa, 1975, 133 minuti)
Regia di Milos Forman con Jack Nicholson, Louise Fletcher, William Redfield, Will Sampson e Brad Dourif

In un ospedale psichiatrico tutto ordine e pulizia arriva un giorno il giovane Randle P. McMurphy, che, condannato per reati di violenza, spera, spacciandosi per matto, di sottrarsi al carcere: ai medici il compito di scoprire se sia o meno un simulatore. La sua comparsa, intanto, porta lo scompiglio in quel chiuso ambiente di repressione mascherata, di intransigente disciplina imposta e mantenuta da una ferrea capo-infermiera, la signorina Ratched.

Omaggio all’ottantesimo compleanno di Jack Nicholson.

 

Mercoledì 21 giugno, ore 22.00
"Enrico IV" (Italia, 1984, 85 minuti)
Regia di Marco Bellocchio con Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Leopoldo Trieste e Paolo Bonacelli

Cadendo da cavallo durante una festa in maschera, un giovane assume l'identità del costume che indossa, quello di Enrico IV. A vent'anni di distanza, la verità sarà svelata, ma la follia non potrà avere fine. Dalla celebre opera di Pirandello, un film di grande forza, interpretato da un Mastroianni in stato di grazia e diretto da un Bellocchio sempre più interessato alle tematiche dell'umana follia.

 

Giovedì 22 giugno, ore 23.00
"Gimme Shelter" (USA, 1970, 91', col.)
Regia di Albert Maysles, David Maysles e Charlotte Zwerin

Nel dicembre 1969, quattro mesi dopo il festival di Woodstock, i Rolling Stones diedero un concerto gratuito nel nord della California, vicino Oakland. Vi parteciparono circa 300.000 persone, e gli organizzatori misero gli Hells Angels a proteggere il palco. Armati con stecche da biliardo e coltelli, gli Angels passarono il concerto a picchiare gli spettatori, uccidendo 3 persone e tanti feriti.
Il film monta a velocità quasi schizofreniche parti recitate, violenza, i tentativi di Grace Slick e Mick Jagger di calmare le risse in corso, primi piani di giovani spettatori (che ballano, drogati, o sotto i colpi degli Angels).

 

Venerdì 23 giugno, ore 22.00
"Harvey" (Usa, 1950, 104’, b/n)
Regia di Henry Koster con James Stewart, Peggy Dow e Josephine Hull

Harvey è un grosso coniglio bianco che (forse) esiste solo nella fantasia di Elwood, un simpatico giovanotto sulla quarantina. La sorella di Elwood si preoccupa molto per queste fantasticherie e fa ricoverare il fratello in una clinica per malattie mentali. Il direttore dell'ospedale, vecchio e saggio, si fa convincere dal protagonista sulla importanza di Harvey, ma uno dei medici giovani vuole a tutti i costi tentare una cura d'urto. I possibili risultati della cura, esposti dal giovane medico, non piacciono alla sorella di Elwood che decide di tenersi il fratellino così com'è.


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